Il Cloud Nazionale d'Italia
L'Italia ha lanciato il 22 dicembre 2022 il "Cloud Nazionale Italiano", introducendo quattro moderne...
Il 22 dicembre 2022 l'Italia ha compiuto un passo significativo nel campo della trasformazione digitale con l'attivazione del “Cloud Nazionale Italiano”, un modo nuovo e innovativo di gestire i dati del Paese. Questo nuovo sistema è organizzato in quattro moderni data center distribuiti strategicamente in diverse aree della Penisola, segnando l’inizio di un’era di maggiore sicurezza e continuità dei servizi pubblici essenziali.
L’importanza di questa notizia risiede nell’evidente interesse mostrato dalle istituzioni italiane nel sostituire i vecchi, sparsi, e spesso obsoleti e vulnerabili server in migliaia di data center locali con un approccio più centralizzato e sicuro. Questa strategia innovativa è stata adottata con il chiaro obiettivo di ottimizzare la gestione dei dati pubblici, renderli rapidamente accessibili a tutte le istituzioni, dalle grandi città ai piccoli comuni, e diffondere i servizi pubblici non ancora digitalizzati.
Uno dei principali vantaggi di questo nuovo sistema è la sua sicurezza senza precedenti. I nuovi data center sono progettati per essere “gemellati”, ovvero replicati per garantire il backup di applicazioni e infrastrutture. Questo approccio garantisce che in caso di problemi con un data center, i servizi e l'accesso ai dati non verranno interrotti, poiché verranno gestiti automaticamente dal data center gemello. Inoltre, questo nuovo modello consentirà la creazione di un Fascicolo sanitario elettronico nazionale unico, superando il sistema frammentato attualmente gestito dagli enti regionali.
Con l'attivazione dei data center è iniziata la fase operativa del trasferimento dei dati dalle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni al “Cloud Nazionale Italiano”. L’obiettivo ambizioso è quello di migrare i dati di oltre 280 amministrazioni entro il terzo trimestre del 2026, in linea con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tra le prime istituzioni coinvolte ci sono ministeri, INPS, INAIL, aziende sanitarie locali e le principali amministrazioni regionali e locali.
Questo progetto è parte integrante della Strategia Nazionale Cloud, articolata in tre fasi fondamentali. Innanzitutto, i dati verranno classificati in base al loro livello di sensibilità: ordinario, critico e strategico. Successivamente verranno sviluppati e utilizzati servizi cloud e misure di sicurezza. Infine, avverrà la migrazione dei dati sul cloud.
Basato su quattro moderni data center situati ad Acilia e Pomezia nel Lazio, insieme a Rozzano e Santo Stefano Ticino in Lombardia, il "Cloud Nazionale Italiano" offre un'ampia gamma di servizi, tra cui data housing e hosting, cloud privato e adattamento di componenti alla tecnologia cloud avanzata.
Il successo di questa iniziativa è evidente dai risultati finora raggiunti. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza inizialmente mirava a raggiungere una partecipazione del 75% da parte degli enti pubblici entro il 2026. Tuttavia, le aspettative sono state superate con ben 14.000 richieste, dimostrando un forte interesse da parte dei comuni (90%) e delle scuole nazionali (80%).
L’Italia dimostra così di essere consapevole dell’importanza della trasformazione digitale e dell’innovazione nel campo della cybersecurity. Con il Cloud Nazionale italiano il Paese compie un significativo passo avanti nella modernizzazione dei servizi pubblici e nel rafforzamento della protezione dei dati sensibili. Questo risultato, da realizzare entro il 2026, consentirà a tutte le istituzioni coinvolte di operare in modo più efficiente, rapido e sicuro, garantendo in ultima analisi una migliore qualità di vita ai cittadini italiani.